Museo dell’Acropoli, Atene
Costruire un nuovo Museo per i reperti archeologici dell'Acropoli, che abbia un senso in rapporto alla città, significa aggiungere all'Acropoli un episodio significativo e vitale, un Monumento che ristabilisca il contatto. Non ci sono pianificazioni possibili: solo architettura e un rapporto fra architetture. Il nuovo Museo è pensato come un'aggiunta alle fabbriche dell'Acropoli, colte nella loro attuale frammentarietà. L'edificio è a pianta circolare e il percorso si avvita al suo interno. Arrivando da lontano lo si coglie come un colossale reperto affiorante dalla terra, sezionato trasversalmente, con una internità cava. Salendo o scendendo il visitatore segue la rotazione che lo spazio induce, mentre avviene la progressiva scoperta delle testimonianze archeologiche. Lo spazio è in sequenza e non finito: i tre livelli distributivi, sotterraneo, terra e primo, conducono a una copertura praticabile, una dolce cavea in quota, ove si può sostare per ore e culminare il percorso museale con la meta: l'osservazione dell'Acropoli. La discesa da lassù avviene attraverso un percorso a spirale, esterno. È stato scritto, osservando nel prospetto l'ingrandimento colossale di un possibile rocco di colonna, dell'analogia con l'ingranaggio. C'è un momento in cui l'immobilità di questo progetto, in effetti, si tramuta in potenziale episodio attivo: è il suo permanere a metà strada tra la città odierna e l'Acropoli come se tentasse, ingranaggio estremo, una nuova relazione.




