Trame sensibili

Stefano Boeri, Riqualificazione ex Arsenale a La Maddalena
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  Azzurra Macrì L’Arcipelago de La Maddalena è senza dubbio fra i posti più suggestivi d’Italia. Qui, proprio sull’Isola de La Maddalena, lo studio di Stefano Boeri ha realizzato, in vista del G8, poi spostato a L’Aquila, un progetto di ampio respiro che ha previsto la riqualificazione ed il recupero dell’ex Arsenale Militare. L’opera si compone di nuove costruzioni e di riconversioni: il palazzo delle conferenze, il polo nautico e la scuola di eccellenza (situati nell’area coperta dai portici in granito che precedentemente ospitava il parco auto militare) il centro sportivo (ricavato in parte sotto le stesse arcate, in parte nei vecchi magazzini), l’hotel, il porto turistico. Il tutto su un’area di 155.000 metri quadrati, che è diventata oggi uno dei principali complessi nautici del Mediterraneo. In altre parole, una vera e propria «città nella città», come è stato sottolineato dal team dei progettisti, per la realizzazione della quale hanno lavorato in ben 1.600 fra operai, tecnici e progettisti. Visitare l’Isola de La Maddalena significa essere protagonista di una magia, di un incanto, di un’emozione senza pari. Meta di un turismo intelligente, l’isola spiazza e rapisce gli animi sensibili. In questo contesto, l’abilità del gruppo Boeri non è stata solo quella di rispettare i tempi di realizzazione (diciotto mesi), quanto, e soprattutto, quella di dialogare con estremo garbo e sensibilità con una delle perle più preziose del Mediterraneo, non a caso Parco Nazionale. Il palazzo delle conferenze, certamente il corpo più rappresentativo del complesso, ne è la prova concreta. L’edificio si propone al mare con determinazione e slancio sicuro, cerca il dialogo con le sue acque cristalline, si protende per poterle idealmente incontrare. Qui, la prima volontà di interazione con il paesaggio. Un parallelepipedo di vetro, agganciato ad un basamento di basalto, si proietta a sbalzo sul mare. Quasi completamente ricoperta di una maglia forata, costituita da una sequenza di esagoni che si sovrappongono in parte fino a formare delle figure romboidali, simile ad una trina di certa tradizione sarda, l’architettura si spinge a sbalzo sul mare per sei metri, offrendo ad esso una parete interamente a vetri. Uno schermo, trasparente come il mare, attraverso il quale è possibile ammirare la costa frastagliata della Gallura. Qui, ancora, l’intenzione di stabilire un dialogo fra il mare e l’architettura. Il rapporto fra di essi si fa osmotico: il mare ‘chiama’ l’architettura che, rapita, si protende, ferma e allo stesso tempo dinamica, verso di esso. Il mare, elemento naturale, invade visivamente l’architettura, spazio costruito, la quale a sua volta diventa cannocchiale visivo verso le bellezze naturalistiche, verso i tipici costoni granitici della zona. Sugli altri lati, dove la trama di esagoni si sovrappone alle superfici vetrate, il rapporto visivo con il paesaggio si fa più articolato, lasciando al visitatore la possibilità di inquadrare determinati scorci di costa piuttosto che altri, come in una sequenza di cornici che accostate correttamente producono allo stesso tempo sia una visione di insieme, sia una visione per parti. Con una superficie di circa 2.000 metri quadrati, l’edificio ospita, oltre a spazi flessibili per eventi nautici, un’ampia sala conferenze. Il palazzo costituisce un nuovo landmark per l’Arcipelago de La Maddalena, capace di diventare l’elemento di legame fra la forza della rigogliosa natura sarda ed il rigore delle forme dell’architettura militare. Di notte, quando il palazzo delle conferenze si illumina, si trasforma in un faro nelle tenebre circondato dal suono delle acque del mare. Il polo nautico e la scuola di eccellenza trovano posto fra le originarie arcate in granito, materiale principe e protagonista di gran parte della costa sarda: qui si articolano attività commerciali, espositive, spazi di formazione. L’elemento forte di questa area è caratterizzato da una copertura bianca di 10.000 metri quadrati simile ad una vela che viaggia a dieci metri dal suolo e ospita una teoria di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia. Una parte dell’intervento ha trasformato gli ex bunker militari in uno spazio, ampio 4.000 metri quadrati, dedicato ad attività sportive. Nella zona nord dell’ex Arsenale si trova poi l’hotel, dotato di cento camere, la SPA e il centro benessere, la piscina, il ristorante, un’ulteriore sala conferenze per seicento posti a sedere. Il porto turistico, che si estende su 128.000 metri quadrati, dispone di 700 posti barca, di nuove banchine attrezzate, di aree destinate alla manutenzione nautica. L’intero progetto ha puntato fin dai suoi esordi a qualificarsi come sostenibile in senso lato, capace, cioè, di dialogare con il paesaggio non solo da un punto di vista visivo/emotivo, ma anche di interpretare le esigenze concrete di utilizzo del complesso attraverso l’uso di tecnologie attente all’ambiente. Grazie all’impiego di scambiatori di calore che usano l’acqua del mare per la climatizzazione degli edifici, di pannelli solari per la produzione di acqua calda, di ampie superfici fotovoltaiche per la produzione di energia da fonti rinnovabili, il progetto è stato condotto, come spiega il team, con l’obiettivo di definire un modello di sostenibilità mirato a preservare e a tutelare lo straordinario ambiente naturale dell’Arcipelago de La Maddalena. Sostenibilità, materiali trasparenti, coperture simili a vele, tecnologie a basso impatto ambientale: tutto concorre a definire il progetto del gruppo Boeri come sensibile, dotato cioè di una leggerezza intelligente, acuta, perché capace di parlare un linguaggio che è contemporaneo e che, allo stesso tempo, si esprime attraverso toni delicati. Anche quando i nuovi ed agili volumi trasparenti lasciano il posto alle originarie quinte granitiche, il progetto conferma la propria vocazione alla discrezione nel rispetto della storia costruttiva locale. L’intervento intuisce il cuore pulsante del luogo, e lungi dallo smorzarne i battiti, cerca con esso nuovi accordi e formule di sinergia.